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LA RICOGNIZIONE DEL PERSONALE IN SERVIZIO NELLE SOCIETÀ IN CONTROLLO PUBBLICO: OBBLIGATORIA ANCHE PER IL 2022

Abstract: l’articolo affronta un tema per la verità non nuovo ma spesso non adeguatamente preso in considerazione. In particolare, facciamo riferimento al decreto-legge n. 162 del 2019 (articolo 1, commi 10-novies e 10-decies) che ha sostituito l’articolo 25 del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175 che impone anche per il 2022 la ricognizione del personale in servizio nelle società in controllo pubblico.

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Il decreto-legge n. 162 del 2019 (articolo 1, commi 10-novies e 10-decies) ha sostituito l’articolo 25 del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, prevedendo che, entro il 30 settembre di ogni anno per gli anni 2020, 2021 ed anche per il 2022 (anziché entro il 30 settembre 2017, come precedentemente previsto), le società a controllo pubblico effettuino una ricognizione del personale in servizio, per individuare eventuali eccedenze.

Decorsi ulteriori dodici mesi (non più sei mesi, come originariamente stabilito), le regioni devono trasmettere gli elenchi dei lavoratori dichiarati eccedenti e non ricollocati all’agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro che gestisce, d’intesa con ciascuna regione territorialmente competente, l’elenco dei lavoratori dichiarati eccedenti e non ricollocati. La medesima disciplina si applica anche ai dipendenti dei consorzi e delle aziende costituiti, rispettivamente, ai sensi degli articoli 31 e 114 del TUEL, che, alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, risultino già posti in liquidazione da parte di amministrazioni pubbliche.

Con il decreto 9 novembre 2017 del Ministro del lavoro, di concerto con il Ministro per la semplificazione e la PA e il MEF, recante “Disposizioni di attuazione dell’ articolo 25 del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, in materia di personale delle società a partecipazione pubblica” furono individuate le modalità di ricognizione del personale in servizio presso le società a controllo pubblico (articolo 2), di formazione e gestione degli elenchi e agevolazione dei processi di mobilità in ambito regionale (articolo 3) e per attingere agli elenchi per le assunzioni a tempo indeterminato fino al 30 giugno 2018 (articolo 4).

Tuttavia, i termini stabiliti dall’articolo 2 del decreto, entro i quali dichiarare le eccedenze di personale e inviare i dati alla Regione, erano già scaduti al momento della pubblicazione in gazzetta ufficiale del medesimo decreto.

Anche per questi motivi i risultati di tale disposizione sono ormai noti e assolutamente privi di rilievo rispetto agli obiettivi della disposizione in esame. Sta di fatto che nonostante il precedente tentativo del 2017 di riduzione del personale delle società in controllo pubblico, con l’art. 1, comma 10-novies del decreto-legge n. 162 del 2019, il legislatore ha esteso anche al triennio 2020-2022 l’obbligo di ricognizione del personale in servizio e di segnalazione delle eventuali eccedenze.

Gli effetti continuano ad oggi ad essere privi di rilievo anche perché nel frattempo è venuto meno il divieto per le società a controllo pubblico di procedere a nuove assunzioni a tempo indeterminato se non attingendo dall’elenco degli esuberi, vincolo che in qualche modo fungeva da incentivo.

Non vi sono pertanto novità dal punto di vista normativo ma quello che preme evidenziare è che sono molte le società in controllo pubblico che non hanno provveduto alla ricognizione prevista nel rinnovato art. 25 e ciò può, almeno astrattamente, determinare conseguenze sotto il profilo delle responsabilità degli amministratori e degli enti soci. Si tratta infatti di una violazione di legge e come tale idonea a configurare rischi, soprattutto nel caso in cui le società inadempienti procedessero nel prossimo futuro con operazioni di riassetto societario, a maggior ragione se già avviate, ad esito delle quali fosse necessario procedere con una riduzione del personale dipendente.

In tali circostanze, infatti, a fronte di eventuali danni procurati potrebbe essere contestata una condotta colposa e la sussistenza del nesso di casualità, non senza conseguenze.

Appare dunque opportuno avviare le procedure necessarie, almeno per il 2022, atte a formalizzare in atti la ricognizione del personale in servizio, indipendentemente dalla presenza di eccedenza.

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